Come dolcificare un dolce secondo natura: facciamo chiarezza

Riceviamo e pubblichiamo dalla Dr.ssa Monica Greco, geriatra e fisiatra GIFT e di segnale a Torino, il seguente articolo.

Introduzione

La vita richiede dolcezze. Questo è poco, ma sicure, ma occorrerebbe senza ombra di dubbio tornare ad abitudini antiche. Questo articolo non nasce per sottolineare per l’ennesima volta la estrema pericolosità dello zucchero, ormai assodata in chi si approccia ai principi della Medicina di Segnale, ma per scoprire quanto il mondo naturale possa venire in aiuto al nostro amico della  preistoria nella realizzazione di un dolce sano.

Una delle domande più frequenti che i pazienti ci pongono è: come dolcifichiamo un dolce? la risposta è semplice: con i prodotti della NATURA.

Il primo consiglio da dare, nel rispetto dell’equilibrio dell’organismo, è evitare di “impazzire” alla ricerca di un sostituto dello zucchero, ma abituare nuovamente il palato a gusti meno dolci. Per conferire dolcezza a un piatto possiamo usare:

  • Miele
  • Datteri
  • Uvetta sultanina
  • Prugne secche
  • Albicocche secche
  • Fichi secchi
  • Carote
  • Polpa di mela
  • Polvere da baccello di vaniglia
  • Cannella

L’ulteriore consiglio è associare al dolce sempre anche un “grasso buono” come olio extravergine di oliva di qualità, olio di cocco, tahin, crema di mandorle o di altro seme oleoso per ridurre ulteriormente l’impatto glicemico anche dei dolcificanti naturali.

Le proprietà salutari del miele

Il miele e’ un ottimo dolcificante che ci viene proposto dalla natura. Ne basta poco per dolcificare un alimento

Sono molteplici gli studi scientifici che ne documentano le proprietà terapeutiche e benefiche per l’organismo.

Le proprieta’ documentate del miele sono le seguenti:

1) Energizzante

2) Dolcificante (ancora più dello zucchero raffinato o di canna) ma non crea eccessivi picchi glicemici. E’ il più antico dolcificante che l’umanità conosca.

3) Antibatterica

4) Espettorante e sedativa per la tosse

5) Prebiotica per l’intestino (= cioè nutre i batteri buoni o amici che popolano il nostro intestino) principalmente per la presenza di oligosaccaridi (composti formati da “poche” = “oligo” unità ripetitive di zuccheri = saccaridi)

6) Benefica per lo stomaco: utile in caso di gastrite, duodenite (= infiammazione dello stomaco e del duodeno) o ulcera

7) Antinfiammatoria

8) Ipolipidemizzante (= di riduzione dei grassi o lipidi nel sangue)

Caratteristiche del miele di qualità:

1) Deve essere grezzo, fresco e acquistato da apicoltori o di tipo biologico. il miele biologico artigianale indica un prodotto con caratteristiche superiori rispetto al miele biologico convenzionale; Nell’apicoltura convenzionale la nutrizione delle api avviene spesso con sciroppo di zucchero nel periodo invernale tra ottobre e marzo, mentre nella apicoltura biologica le api hanno come scorte solo miele biologico prodotto da loro stesse anche se questo significa una produzione di miele minore (il che comporta notevoli benefici sulla salute della colonia di api e anche sulle proprietà del miele)

2) Non sottoposto a trattamenti termici ad alte temperature. (tutte queste informazioni si possono trovare spesso sulle etichette

3) Non pastorizzato

4) Non quello della grande distribuzione che non ha neanche un grumo perché è pastorizzato e scaldato ad alte temperature .

Quando il miele viene sottoposto a riscaldamento, vengono distrutti molti dei principali e più importanti enzimi, vitamine e minerali in esso contenuti.

Il miele industriale (della grande distribuzione) è sovente raccolto in ambienti molto inquinati e subisce dei processi di raffinazione anche attraverso l’utilizzo di sostanze chimiche che riducono le proprietà benefiche.

Tutti i mieli subiscono nel tempo un naturale processo di cristallizzazione.

Gli unici che mantengono lo stato liquidò più a lungo sono quello di acacia di castagno.

Il miele che rimane liquido anche dopo molti mesi dal raccolto e conserva lo stesso colore brillante probabilmente è stato riscaldato ad alte temperature.

Particolarmente preziosi per la salute sono quello di eucalipto, il millefiori scuro

Quando è grezzo e di qualità, il miele è una riserva di molteplici sostanze salutari e di elementi nutritivi utili:

  • Enzimi
  • Antiossidanti
  • Aminoacidi
  • Vitamine del gruppo B (B1, B2 e B6)
  • Sali minerali

I datteri

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Uno degli alimenti appartenenti alla “Piramide alimentare Amica”,  nell’ambito di una alimentazione sana,  sono i datteri e la notizia meravigliosa è che possono essere utilizzati, in sostituzione dello zucchero, per dolcificare un piatto dolce (torta, biscotti, budini, barrette casalinghe energetiche).

Il nome “dattero” deriva dal greco daktilos, che significa dito.

Dattero è il nome comunemente utilizzato per riferirsi al frutto della palma Phoenix Dactylifera (appartenente alla famiglia delle Arecaceae o Palmaceae): si tratta di un albero longilineo, lungo lungo ed imponente, che raggiunge altezze elevate sfiorando addirittura i 20 o 30 metri.

Fiorisce nell’Africa settentrionale e nell’Asia occidentale sino ai fiumi Tigri ed Eufrate.

E’ caratteristico dei Paesi a clima caldo.

Attualmente è coltivato nelle aree del mar Mediterraneo, in Arabia, nel Golfo Persico, nelle Canarie e in Sud America.

Sono diverse le ricerche scientifiche che testimoniano l’azione salutare dei datteri. Vediamo di conoscerli meglio.

Sono ricchi di:

  • Sostanze che fanno molto bene al corpo e che si chiamano antiossidanti cioè impediscono ai radicali liberi di causare gravi danni alle cellule). Tra questi antiossidanti ci sono i polifenoli e i betaglucani. I polifenoli si chiamano così perché hanno tanti (“poli”) gruppi fenolici nella loro costituzione chimica e fanno bene al corpo. I betaglucani si chiamano così perché sono molecole costituite da diverse unità di glucosio (da cui glucani), unite tra loro attraverso legami beta. Questo tipo di legame rende la componente glucidica (cioè legata al glucosio) in realtà non digeribile, per cui l’azione benefica è legata alle fibre che aumentano il senso di sazietà in un pasto e sono nutrimento per i batteri amici che popolano l’intestino.
  • Sali minerali (utili da assumere dopo una gara o una corsa in cui si sia verificata una abbondante sudorazione): potassio (molto benefico in caso di crampi ai muscoli; ne hanno di più rispetto alle banane), manganese, selenio (importante per la salute della tiroide), lo zinco, il calcio e il Fosforo (utili per le ossa), il Ferro (utile per sentirsi forti e per migliorare eventuali situazioni di anemia), magnesio (importante per sentirsi rilassati e riposare bene). il dattero, infatti, come una spugna assorbe il magnesio del terreno e rappresenta una miniera di questo importante minerale (100 g di datteri contengono 50-60 mg di magnesio). In base alla grande quantità di Sali minerali che contiene, si può facilmente comprendere come sia un alimento altamente rimineralizzante.
  • Vitamine soprattutto quelle del gruppo B (B1, B2, B3, B5, B6 che aumenta la concentrazione e la prestazione mentale), vitamina C, vitamina A, vitamina K
  • Zuccheri naturali che li rendono ottimi per dolcificare un dolce
  • Fibre vegetali sia solubili che insolubili
  • Proteine vegetali (100 grammi di datteri hanno 63 g di carboidrati, 2,7 grammi di proteine e 0,6 grammi di grassi). Contengono piccolissime quantità di tutti gli aminoacidi essenziali, eccetto la tirosina

A livello scientifico è stato dimostrato. Il gene FXR è utile nel mantenimento di normali concentrazioni dei Sali biliari nella colecisti in modo che il colesterolo resti in forma disciolta nella colecisti e non precipiti a formare calcoli e quindi è un ottimo modo per prevenire i calcoli alla colecisti.

Sono un vero e proprio antinfiammatorio naturale adatto in caso di raffreddore e catarro.

Sono una fonte di energia pronta per l’organismo.

Per questo motivo potrete utilizzarli per preparare una colazione da “re” o da “regina”, nei frullati di frutta o spezzettati in abbinamento con frutta, semi oleosi e cereali per creare un muesli casalingo privo di zuccheri raffinati.

Rappresentano un suggerimento ideale per uno spuntino, in abbinamento a dei semi oleosi ad esempio, da portare a scuola per l’intervallo. Un’idea golosa e divertente consiste nel rimuovere il nocciolo da datteri e sostituirlo con una mandorla: ecco pronto uno spezzafame per la merenda.

Sono ottimi anche mescolati o frullati con la ricotta (si ricava un dolce buonissimo, eventualmente anche con l’aggiunta di 1 cucchiaino di cacao amaro)

Uno spuntino di questo genere è molto consigliato anche per gli sportivi durante o dopo gli allenamenti.

Si raccomanda di togliere il nocciolo interno prima di addentarli!

Quando si acquistano, occorre fare attenzione ad evitare i datteri conservati con additivi artificiali e sciroppo di glucosio. In caso di loro presenza, lasciateli sullo scaffale e andate a cercarne una varietà biologica (essiccati al sole e non trattati con sostanze industriali per la conservazione). Inoltre sono una buona fonte di potassio e risultano allo stesso tempo poveri di sodio. Ciò li rende utili per favorire il buon funzionamento del cuore e della circolazione del sangue.

I rimedi delle nonne di un tempo

  • Chi soffre di stitichezza (= difficoltà a liberare l’intestino ogni giorno), può provare ad immergere qualche dattero in un bicchiere d’acqua per tutta la notte e a consumare sia il liquido ottenuto, dopo averlo filtrato, che i frutti stessi al mattino per risvegliare l’intestino.
  • In caso di raffreddore risulta utile preparare un decotto di datteri. Occorrono 100 grammi di datteri secchi e mezzo litro d’acqua. È sufficiente bollire i datteri per qualche minuto nell’acqua, filtrare e consumare la bevanda (i datteri possono essere utilizzati nelle vostre ricette in sostituzione dello zucchero).
  • Il decotto di datteri ha anche una azione disinfiammante sulla mucosa intestinale.
  • I datteri rendono forti i batteri buoni e amici dell’intestino.
  • Il consumo di datteri è benefico per la vista e per proteggere gli occhi.
  • Gli zuccheri dei datteri portano giovamento anche alle persone che tendono a restare sottopeso, dando loro più energia e tono.
  • Potrebbero esservi alcune restrizioni nel loro consumo in caso di diabete, per cui in tal caso è bene consultare il proprio medico.
  • Possono essere consumati sia freschi che essiccati.
  • E’ molto importante lavare bene i datteri prima di consumarli perché la loro superficie, per la tipica consistenza, si ricopre facilmente di polvere ed impurità.
  • Si consiglia di limitarne l’uso in caso di sensibilità al Nichel perché ne contengono una certa quantità.

Tempo di ricette

La “Datterina” o crema di datteri

Ingredienti

  • 10 datteri
  • Una scodella di acqua calda

Strumenti necessari

  • Frullatore

Procedimento

  • Mettere a bagno i datteri (dopo averli privati del nocciolo) in acqua calda per 20 minuti
  • Mettere i datteri nel frullatore e aggiungere qualche cucchiaio dell’acqua stessa dell’ammollo
  • Frullare fino a ottenere una crema
  • Conservare in contenitore di vetro con chiusura ermetica (si conserva per 4 giorni)
  • Può essere utilizzato come un dolcificante
  • In una eventuale ricetta utilizzare lo stesso dosaggio indicato per lo zucchero.

Bibliografia

  • AI Waili at Al “Natural Honey lowers plasma glucose, C-reactive- protein, Homocisteyne, and blood lipids in healthy, diabetic, and hyperlipidemic subjects: comparison with dextrose and sucrose” Randomized controlled trial. J Med Food 2004
  • AH Rahmani et Al “Therapeutic effects of date fruits (Phoenix dactifera) in the prevention of diseases via modulation of anti-infiammatory, anti-oxidant and anti-tumor activity”. Int J Clin Exp Med 2014
2018-03-12T09:08:48+00:00