Salve!
Leggendo il libro “Oltre l’alimentazione dello sportivo ” mi sono imbattuto in “kalla”. Mi sorge una domanda però: io faccio attività ciclistica in media dalle 2 alle 4 ore 3 volte a settimana.
Facendo due calcoli sotto le due ore con scorte piene non ci dovrebbe essere grosso bisogno di integrare carboidrati ma semmai solo vitamine e minerali.
Per cui kalla andrebbe riservato solo ad uscite lunghe o per le competizioni? Giusto?
Essendo ricco di destrosio non rischiamo un picco glicemico con rischio di una crisi di fame?
Per esperienza ricordo da giovane che mettevo zucchero nella borraccia e ho avuto esperienze di cotte epocali
Non sarebbe meglio un mix di carboidrati liquidi a rapida e medio velocità di assorbimento in grado di mantenere più stabile la glicemia?
Sono d’accordo sul Liquido sicuramente più facile da gestire da parte dell’intestino ma ho dei dubbi sulla formulazione con solo destrosio
Poi vedo i ciclisti prof. che mangiano panini ogni ora e carboidrati liquidi solo a fine gara. Non sarebbe meglio anche per loro un integrazione liquida come quella posta da voi?
Cordiali saluti
Alessandro


Risponde il Dottor Luca Speciani:

Buongiorno Alessandro,
c’è un dato che sfugge a molti, ma che è insito nella nostra fisiologia: sotto sforzo, l’assunzione di zuccheri semplici di qualunque genere NON è in grado di generare picchi glicemici. Il picco si verifica solo a riposo. Occorre provare per credere. È un’informazione che si trova con chiarezza sui principali testi di fisiologia dello sport (come il Mc Ardle, Katch e Katch) ma che molti poi dimenticano. Se infatti il mio fegato e i miei muscoli sono svuotati di glicogeno, gli zuccheri che metto nel sangue attraverso il tubo digerente verranno immediatamente indirizzati al fegato e ai muscoli stessi, senza alcuna possibilità di accumularsi nel sangue. Da un punto di vista biologico – salvo blocchi di assimilazione – sarebbe una strada priva di senso. Le “cotte” dunque a cui fa riferimento sono quindi probabilmente dovute ad altri fattori, primo tra tutti il fatto che spesso si ricorre a quel tipo di integrazione solo quando si è già pre-cotti, e magari non si è integrato adeguatamente nei km o nelle ore precedenti. O, peggio, quando ci si è gonfiato – come fanno molti ciclisti – di panini, barrette e simili, la cui assimilazione avverrà solo una volta finito lo sforzo, a causa delle condizioni proibitive per la digestione, tanto più proibitive quanto più lo sforzo è intenso.

Un’integrazione seria con glucosio (o destrosio: i due termini sono sinonimi) deve quindi essere fatta con regolarità (ogni mezz’ora, per esempio), prima di andare in crisi di zuccheri, e nelle quantità massime assimilabili (un litro per ora, con 60 g di zuccheri all’interno). Assumere soluzioni più concentrate o maggiori quantità di liquido non ha alcun senso in quanto il nostro intestino non è in grado di assimilarli. E tantomeno ha senso assumere cibi solidi di qualunque tipo in quanto non assimilabili fino a fine gara o allenamento, ma che genererebbero furto di sangue si danni del muscolo per il continuo tentativo digestivo (privo di esito) messo in atto dal nostro organismo.

Se qualche atleta si trovasse meglio, invece che con il glucosio, con lo zucchero da cucina (ad assorbimento più lento perchè costituito al 50% da fruttosio), con miele, con maltodestrine, nella sostanza cambia poco. Si tratta di minuti di differenza nell’assimilazione e credo che ciascuno possa testare la base con cui si trova meglio. Dal punto di vista scientifico il glucosio resta il carburante di più immediata assimilazione, ed è quello che faccio utilizzare agli atleti dell’ultramaratona da anni con successo, vietando loro (anche nella durissima 24 ore) l’assunzione di alcunché di solido.
Formule per l’autopreparazione del mix (oggi che Kalla non viene più prodotto) si trovano su “Oltre l’alimentazione dello sportivo ” e su “Correre in cucina “, volumi scritti da me e da Lyda Bottino editi da Correre (Editoriale Sport Italia), e un prodotto molto simile è in fase di test da parte della Driatec ( info@driatec.it, uno degli sponsor della nazionale di ultramaratona).
Come giustamente riportato, comunque,per sforzi fino alle due ore, in atleti allenati, l’unica integrazione necessaria è quella con acqua e, al limite, un po’ di sali minerali.

In allenamento, inoltre, va fatto un ragionamento su cosa vogliamo allenare. Se scopo di un allenamento lungo è quello di allenare l’organismo all’utilizzo dei grassi a determinati ritmi, è ovvio che conviene integrare con sola acqua e sali. In gara, invece, un’integrazione zuccherina ottimale può fare la differenza tra una prestazione scialba e un grande risultato.
Poi, naturalmente, nulla vieta di farne uso in qualche allenamento per stupire i compagni o per testare il mix migliore per ciascuno.
Quando i professionisti (la prova è già stata fatta, può stare tranquillo) smetteranno di ingozzarsi di panini e passeranno all’integrazione in gara con soli liquidi zuccherini, le cose cambieranno, e coloro che saranno ben seguiti da questo punto di vista vedranno le loro prestazioni sorprendentemente cambiare.

Per approfondire tutti i temi connessi alla pratica sportiva, abbiamo ideato il corso OnLine SPORT-COACH , accessibile a tutti.
Per info: formazione@dietagift.it

Cordiali saluti e a presto

Luca Speciani
www.dietagift.it
OMCeO MB 3489