Di Luca Speciani e Lyda Bottino

Nella confusione mediatica su longevità, cancro e digiuni, ogni sei mesi sbuca un nuovo metodo “magico” per permetterci di mangiare spazzatura 25 giorni al mese. Commentiamo l’ennesimo in un articolo (qui in anteprima) che comparirà su Correre di gennaio 2017 all’interno di un servizio più ampio sviluppato da più autori. Che la salute sia legata ad una dieta sana ed equilibrata e ad un regolare movimento fisico è dato che purtroppo sembra ancora sfuggire ai più.

Tutto e subito

Eccoli. Regolari e prevedibili, dopo il can can mediatico scatenato dalle Iene, incominciano ad arrivare nel nostro studio le prime vittime della nuova dieta super ipocalorica recentemente assurta agli onori (e agli orrori) della cronaca. Non bastassero le indigestioni di bresaola della Dukan e le illusioni della cioccolemme o della mitica 5+2, si sentiva il bisogno di questa ennesima celebrazione dell’ignoranza del popolo delle diete. Capire che una dieta sana si basa su cibi di qualità da assumere ogni giorno in quantità adeguate e su una regolare attività fisica è decisamente troppo per cervelli formati da decenni alle scorciatoie del “tutto e subito”, dei sondini, della chirurgia bariatrica, delle settimane a 1000 calorie. Continuiamo pure a ingozzarci di zucchero, alcol, farine raffinate, dolciumi e bibite gassate, e a poltrire sul divano, tanto poi ci pensa la mima-digiuno a mettere a posto le cose, stimolando le staminali e regalandoci miracolosi “Reset oncologici”.

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Tre casi clinici

Nella scorsa settimana ben tre pazienti reduci dalla dieta mima-digiuno hanno varcato la soglia del nostro studio o chiesto il nostro consiglio. La prima, una ragazza che già in passato aveva avuto qualche turba del comportamento alimentare, è ricaduta in pieno nella bulimia. Quattro giorni a 750 kcal l’hanno fatta crollare, e una sera ha ingoiato l’intera dispensa per la disperazione. Dinamiche che già ben conosciamo, purtroppo, e di cui deve sentirsi responsabile chi da decenni continua a proporre solo l’obsoleta via del controllo calorico per dimagrire, e che oggi insiste proponendo la strada, ancora più violenta, del digiuno.

Un’altra paziente, una donna sovrappeso sulla quarantina, confessa di aver fatto la mima-digiuno per un mese intero, invece che per i 5 giorni prefissati. Per giunta seguita da un nutrizionista (come raccomanda il suo inventore). Risultato: ha messo su mezzo kg, non si sa di che cosa, visto che i nutrizionisti che si dilettano di digiuni raramente fanno poi un’impedenziometria seria. Se la facessero si accorgerebbero di aver fatto perdere al loro paziente solo massa muscolare, condannandolo a breve a un repentino recupero dei kg persi, come sempre con gli interessi.

La terza, spaesata dopo 9 giorni di mima-digiuno (non sa come ripartire con una dieta normale) mi parla di stimoli staminali (qualunque stress d’organo genera stimolo alle staminali, per riparare i danni!) e di “reset oncologici”, dimenticando un dato scientifico indiscutibile: digiuno e ipocaloricità abbassano l’attività immunitaria (anziani malassorbenti sono più esposti alle malattie infettive).

Verità e bugie 

Questo nuovo parto della mente nasce da un ricercatore, il dott. Valter Longo, che sostiene che l’utilità di questa dieta stia nel ridurre la quantità di GH (l’ormone della crescita) prodotto. Tale riduzione proteggerebbe dal cancro uomini e animali, regalando longevità. Per documentarlo cita studi su topi artificialmente fatti ammalare di cancro, e mostra una popolazione sudamericana di poveretti che geneticamente sono quasi privi di GH e restano quindi grassi e alti circa un metro a maturità (e che, immaginiamo, avranno ferite che non cicatrizzano, masse muscolari ridicole, virilità ai minimi: tutte funzioni GH-dipendenti), ma che non si ammalano mai di cancro.

Ora, a parte che l’assenza di obesità e di patologie cardiovascolari (e una ridotta incidenza di tumori) è documentata in tutte le popolazioni di nomadi cacciatori-raccoglitori ancora esistenti (dovuta al consumo di cibi animali e vegetali naturali e ad un costante movimento fisico), occorre distinguere con molta chiarezza tra alimenti in grado di provocare tumori (come ad esempio i salumi contenenti nitriti, i cereali inquinati da aflatossine, le carni trattate con estrogeni, la frutta trattata con pesticidi, i cibi con coloranti e additivi industriali) e quelli che invece possono favorirne lo sviluppo solo una volta che il tumore sia in essere. Su questo fanno confusione diversi nutrizionisti anche molto preparati. Longo non fa eccezione. È infatti molto diverso dire che il GH genera tumori, o dire che in un paziente ammalato di cancro il GH acceleri lo sviluppo del tumore. La prima affermazione è del tutto falsa (se non per quantità innaturali esogene) mentre la seconda è vera.

Il GH è infatti un ormone prezioso per il nostro organismo, senza il quale saremmo, appunto, nanerottoli grassi e demuscolati. Dal body builder alla signora sulla cyclette, tutti cerchiamo alimenti che favoriscano la produzione di GH, ormone anabolizzante prodotto naturalmente dal nostro corpo per costruire massa muscolare, e gestire ogni sano fenomeno di crescita cellulare, dalla densità ossea alla cicatrizzazione delle ferite. Non è un caso che gli atleti di ogni sport siano “affamati” di GH, che rientra infatti tra le sostanze dopanti, non ammesse, per i suoi benefici effetti sulla prestazione. E allora perché ridurlo?

Digiuno anticancro

Quando un cancro sta sviluppandosi è senza dubbio possibile contrastarne lo sviluppo utilizzando ogni arma possibile per rallentarne la crescita. Il digiuno aiuta. In un certo senso “affama” il tumore. Così come aiuta evitare qualunque cibo, come la carne rossa o i latticini, o un eccesso proteico in genere, in grado di stimolare l’anabolismo cellulare. E ancora va tenuto lontano lo zucchero, per gli effetti anabolizzanti e proinfiammatori dell’insulina. E naturalmente vanno evitate assunzioni di ormoni anabolici come GH, testosterone, estrogeni (pillola, terapia sostitutiva per la menopausa), steroidi anabolizzanti. Ma non ha alcun senso ridursi estrogeni o testosterone se si è sani, nella speranza di correre meno rischi. Anche la chemioterapia riduce (talvolta) le masse tumorali. Ma ciò non ha mai suggerito a nessuno di trattare con la chemio le persone sane per prevenire l’insorgenza di tumori. La prevenzione non si fa applicando le cure che applicheremmo alla persona malata (benché l’industria del farmaco favorisca questa idea in ogni modo per medicalizzare anche i sani). Si fa conducendo uno stile di vita che, da studi controllati, si sia rivelato protettivo. Conserviamo gelosamente il nostro GH, che ci terrà magri e tonici. Lasciamo agli altri il piacere di ingrassare ed inflaccidire.

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L’agiografia delle iene

Ma in che cosa consiste dunque questa dieta mima-digiuno? Ce lo spiega la simpatica Toffa delle iene che si presta all’esperimento: un giorno a 1000 kcal seguito da quattro giorni a 750 kcal. Una dieta da fame, che può generare attacchi bulimici, depressione, infertilità, demuscolazione, rallentamento tiroideo. Toffa apre con curiosità il pacchettino del primo giorno (naturalmente commercializzato da una società apposita afferente al Longo), che contiene: una bustina di tè, dei liofilizzati e una barretta. Che devono bastare per tutto il giorno. Nei quattro giorni successivi si diminuisce ancora. Aiuto.

Il servizio delle iene tuttavia parla in modo quasi agiografico dell’inventore di questa dieta pazzesca e pericolosa. Ne evidenzia i numerosi titoli accademici, e spiega come nel mondo siano longeve le persone vegetariane. Falsificando la realtà quando citano la mitica nonna Emma di Verbania (ad oggi 116 anni, l’essere umano più vecchio al mondo) dicendo che i suoi pasti sono frugali e basati su cibi vegetali, quando in tutte le interviste Emma ha spiegato che consuma tre uova ogni mattina (per inciso: un potente stimolo al GH) da quando era adolescente. Altrettanto curiosa l’analisi del piatto tipo del centenario di Okinawa, in cui spiccano notevoli quantità di pesce, che anche qui – in onore di Longo – viene dipinto come piatto sostanzialmente vegetariano.

Sport, salute e altri interessi

Un individuo sportivo, che sappiamo essere più sano della media, e che si ammala meno di cancro rispetto al resto della popolazione, non fa digiuni (ordinari o intermittenti), né mima-digiuni: coltiva il proprio GH e i propri ormoni sessuali per restare magro, tonico e sensuale. Chi fosse tentato da questo tipo di scorciatoie per perdere qualche etto, sappia che trattasi di calo di massa muscolare. Chi avesse un tumore in essere farà bene a concordare con il proprio curante una terapia nutrizionale di aiuto, in cui l’aspetto del digiuno potrà essere uno dei tanti elementi in gioco. Ma se siamo sani proteggeremo la nostra salute solo con una dieta equilibrata, normocalorica e normoproteica che preservi tutti i nostri ormoni e li lasci lavorare come natura ha previsto.

Sarà forse un caso che tutte le diete a cui viene dato spazio mediatico siano impostate sul concetto che ci si può strafogare di quel che si vuole, tanto poi c’è il digiuno magico, intermittente, 5+2, solo bresaola, solo acqua e limone, che ci riporterà miracolosamente al peso forma? Diete così piacciono a chi continua a venderci cibi spazzatura e farmaci per tamponare i danni delle diete spazzatura. Solo un’informazione nutrizionale scientifica e seria potrà permetterci di imboccare altre strade. Speriamo che, quando i dormienti pubblici tutori della nostra salute si sveglieranno dal letargo, non sia troppo tardi.

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