Gentile Dottor. Speciani, sono Terenzio Cosio, studente di Medicina, che si è imbattuto in suo libro durante una consultazione. Dopo aver visitato il suo sito riguardante la medicina di segnale, Le chiedo: la medicina di segnale sicuramente si basa su un approccio olistico, giustamente, prendendo in considerazione l’aspetto nutraceutico di un alimento e le sue interazioni a livello endocrinologico per il fine di agire sull’eziologia vera e propria del sintomo o segno che sia. si ha tuttavia un rifiuto della medicina tradizionale? o piuttosto la medicina di segnale viene considerata come un complemento e un processo oserei dire quotidiano di prevenzione? inoltre, la medicina di segnale si occupa delle implicazioni epigenetiche(premettendo un approccio, appunto, nutraceutico e nutrigenomico)?
Grazie per la disponibilità, in attesa di chiarimenti.


Risponde il Dott. Luca Speciani
Buongiorno Terenzio,
la medicina di segnale è medicina scientifica. Si basa sugli stessi lavori su cui si fonda quella che chiama “medicina tradizionale”, ma li studia sulla base di un paradigma diverso, che è quello della ricerca delle vere cause di una patologia, allo scopo di eliminarle.
Non è differenza di poco conto.
Se ho dolore a un tendine, trovo lavori scientifici che mi documentano come, assumendo un analgesico o infiltrando con cortisone, il sintomo migliori. È evidence based medicine. Poi vado a fare sport senza sentire dolore e rompo il tendine. Ed è il fallimento della medicina.
La MDS preferisce capire le cause del dolore al tendine (postura scorretta, scarpe sbagliate, antibiotici, sforzi incongrui) e cercare di rimuoverle. Vale lo stesso per il mal di testa (cervicale, muscolo-tensivo, digestivo, da stress, da pressione, da farmaci), per la pressione alta (sovrappeso, sedentarietà, ritenzione idrica, eccesso di sale/zucchero, cortisonici) ecc.
Una medicina di segnale guarisce, non sopprime dei sintomi.
Spero che riesca a cogliere la differenza. Se lavoro sempre con le soppressioni, venderò molti farmaci e farò felici le industrie produttrici, ma non curerò nessuno, e genererò cronicizzazioni e malattie sempre più gravi.
Se ne ha piacere posso iscriverla gratuitamente alla nostra associazione (Ampas: associazione medici per un’alimentazione di segnale) che dallo scorso anno accetta anche studenti di medicina. Siamo ormai quasi 500, a dimostrazione del fatto che il problema è sentito.
A presto.