Mi chiamo Gabriele Ammoni e vorrei condividere con voi la mia esperienza, seppur breve, di “atleta” amatore.
Il mio primo approccio al mondo dello sport avviene all’età di 6 anni, quando inizio a frequentare lezioni di karate.
Questa disciplina mi ha fatto apprendere fin da subito il valore e l’importanza della dedizione, della determinazione, nonché della forza mentale.
Tutto questo mi ha sempre più portato verso la ricerca di un costante miglioramento personale.
Grazie al karate, ho inoltre sviluppato la passione per gli sport di resistenza, resa viva ancora oggi – 16 anni dopo – dal mio essere corridore.
Di conseguenza, ecco spiegato perché all’età di 17 anni mi sono “innamorato” della corsa, attività che unisce sia lo svago che la voglia di migliorarsi giorno per giorno.
Inizialmente correvo solo nel tempo libero, per hobby, senza piani di allenamento strutturati.
Ma già un solo anno dopo, ho raggiunto il mio primo vero traguardo: finire la mia prima mezza maratona!
Rapidamente ho capito che la corsa aveva molto da darmi e da farmi scoprire, sentivo che qualcosa di speciale stava nascendo e c’era qualcosa di bello in serbo per me.
Questo sport è entrato pienamente nella mia routine quotidiana, regalandomi sempre nuove sensazioni, nuovi stimoli e motivazioni che mi hanno aiutato a rinnovare l’energia positiva di cui avevo bisogno. Proprio grazie a queste consapevolezze, ho iniziato l’allenamento per il mio secondo piccolo-grande sogno: diventare un maratoneta. È in questo momento che nasce in me la necessità (e curiostà) di rendere l’allenamento qualcosa di pianificato e pensato “scientificamente”.
Così, ho incominciato ad approfondire i vari aspetti di biomeccanica e fisiologia dell’allenamento sportivo in modo da garantirmi una base di conoscenza su cui ragionare. Poi, ecco l’incontro (quasi fortuito) con gli articoli del Dottor Luca Speciani sulla rivista specialistica “Correre”, ormai mensile punto di riferimento. Credo che questo sia uno tra i più importanti fattori, che mi hanno permesso di migliorare la gestione e la connessione tra i vari aspetti dell’attività fisica: allenamento, alimentazione e recupero.
Dando la giusta importanza ad ognuna di queste componenti, la mia performance è migliorata sensibilmente. Inoltre, non solo la prestazione atletica è migliorata, ma anche lo stato generale di salute psichica e mentale ne ha avuto giovamento. Proprio nel semestre in cui ho completato la mia prima maratona a Firenze, nel novembre 2016 (2h58’08” ndr), i miei risultati universitari hanno conosciuto il loro “picco di prestazione”. Un caso? Non credo…
Ora, grazie a Runner’s World Italia e New Balance, mi è concesso partecipare ad un contest per coronare quello che è “il sogno per eccellenza” dell’atleta amatore: correre la maratona di New York il prossimo 5 novembre. È con questo spirito che sto affrontando la sfida: cercare il giusto e concreto rapporto tra prestazione sportiva e benessere generale. Il proposito che cercherò di mantenere, se mi sarà concesso di prendere parte a quella grande festa che sarà la maratona in terra americana, è di diffondere il più possibile quanto sia importante l’attività fisica di qualunque livello, per mantenersi in forma e, soprattutto, in uno stato di benessere psico-fisico.

Facciamo in modo che i nostri piedi, lanciati in un passo rapido di corsa l’uno davanti all’altro, compongano il nostro e unico capolavoro.
Lasciamo che i nostri passi siano i testimoni del nostro viaggio, imprevedibile ma irripetibile.
Spingiti oltre il tuo limite e scoprirai un nuovo orizzonte.

 

Per saperne di più sul contest, clicca qui