Gent.mo Dott. Speciani, ho appena ricevuto la newsletter della rivista Triathlete, dove mi ha colpito: sport e cefalea.
Prevenirla e combatterla in modo naturale, questa è la raccomandazione di Speciani, che nel suo studio medico riceve tanti pazienti sportivi afflitti da questo disturbo.
Io soffro di emicrania cronica (anche 25 attacchi in un mese), da oramai 20 anni. Ho provato ultimamente a curarla con il topiramato, ma senza successo. Non ho voluto prendere altri medicinali, in quando gli effetti collaterali di tutti i medicinali proposti avevano l’aumento di peso.
Sembra una sciocchezza, ma per me controllare il peso è importante, soprattutto ora che facendo la pendolare posso dedicare meno tempo all’attività fisica.
Vorrei capire se c’è un modo per sconfiggere l’emicrania, andando a cercare le cause (il neurologo che mi aveva in cura, mi disse che non si possono curare le cause, ma solo prendere i medicinali).

La ringrazio in anticipo per la Sua disponibilità.
Cordiali Saluti, Viviana


Risponde il Dott. Luca Speciani

Gentile Viviana,

le pare possibile che una cefalea possa essere “senza causa”?
I colleghi che sostengono che “non si possono curare le cause” ma si devono solo prendere farmaci offendono la nostra professione e la nostra intelligenza.
Noi medici di segnale lavoriamo su emicranie e cefalee, da anni, togliendo farmaci invece di aggiungerne. Cerchiamo le cause, certo (muscolo tensive, ansiogene, vascolari, digestive, allergiche, alimentari…) ma con tutti cerchiamo di abbassare il livello di infiammazione cronica con risultati spesso sorprendenti.
Gli strumenti chiave sono la detossificazione, la riduzione dell’uso di farmaci, l’identificazione delle Food Sensitivity (attraverso un dettagliato questionario anamnestico), una moderata attività fisica e, in generale, tutto ciò che possa riportare in equilibrio l’organismo. Togliendo i farmaci inutili (non conosco nessuno, dico nessuno, che si consideri guarito dalla cefalea grazie al fatto che assume farmaci) il peso incomincia a riequilibrarsi, fegato e reni si disintossicano e – se le regole vengono ben seguite e non si ricorre ai farmaci ad ogni pié sospinto – in breve tempo gli attacchi incominciano a diradarsi.
Ogni caso è a sé stante, naturalmente, ma… perdere senza nemmeno aver combattuto non mi pare degno della professione di medico.
Auguri di cuore!