Di Luca Mirarchi

“Alimentazione e stile di vita per prevenire e curare diabete, pressione arteriosa, reflusso e ipotiroidismo”: sono questi gli argomenti affrontati nel congresso che si è svolto sabato all’Ordine dei Medici di Cagliari, fortemente voluto dal medico cagliaritano Nicola Pirastu, e che ha visto come relatore uno specialista in materia, il dottor Luca Speciani. Il presupposto chiave delle sue teorie è la stretta relazione che intercorre fra lo stato di salute e lo stile di vita del paziente, su cui incide in maniera rilevante il regime alimentare adottato (un altro fattore è l’attività fisica svolta).

Il metodo

Del resto già Ippocrate, nel IV secolo avanti Cristo, faceva giurare ai suoi allievi: “Userò la dieta a vantaggio dei malati”. La dieta che può costituire, a seconda delle caratteristiche, sia una componente essenziale nella terapia di alcune patologie (vedi il diabete), che una fonte di malessere o addirittura causa di malattia, come la denutrizione. Essendo la dieta anche uno stile di vita, bisogna intervenire su abitudini pluriennali: per il medico non è semplice suscitare nel paziente un’autentica volontà di apportarvi dei cambiamenti. A questo riguardo è assolutamente originale l’apporto di Speciani, medico chirurgo dal 2010 ma già laureato in Scienze Agrarie, che operando da alimentarista ha sempre individuato la dieta come integrazione nella cura di numerose malattie. Speciani è infatti coautore della DietaGIFT (Gradualità, individualità, flessibilità, tono), un approccio alimentare innovativo fondato sulla Medicina di Segnale (i segnali ipotalamici di obesità e dimagramento), integrandola con l’attività fisica, vista la relazione profonda che sussiste fra mente e corpo. “Compito del medico è individuare tutte le cure disponibili – che non devono essere, sottolinea – esclusivamente farmacologiche”.

Equilibri

Luca Speciani, attraverso un’instancabile e costante attività di divulgazione mediante libri, corsi, congressi, conferenze e soprattutto con la fondazione dell’AMPAS (Associazione di medici per la medicina di segnale) che conta oltre 400 iscritti, ne ha favorito la conoscenza e l’applicazione. L’originalità della DietaGIFT consiste nel suo equilibrio fra proteine, carboidrati, lipidi e nella sua facilità di applicazione, in quanto non richiede un’ossessionante restrizione calorica (“il cibo non diventa farmaco”), a patto che si limiti la sedentarietà e si eviti di incorrere in eccessi di stress. Comune ad altri approcci dietologici – come ad esempio la dieta mediterranea – è il rifiuto dei cibi junk food, degli zuccheri a rapido assorbimento, dei lipidi processati, degli alimenti inscatolati e stabilizzati con conservanti.

Peso e calorie

Del tutto peculiare è la valutazione dello stato di salute o benessere con la Medicina di Segnale, riconoscendo l’importanza dei segnali ipotalaici e degli ormoni che condizionano l’utilizzo degli alimenti quali la leptina, l’irisina, l’adiponectina. La DietaGIFT ottiene la riduzione dell’eccesso di peso senza che diminuisca l’apporto calorico grazie al miglioramento dell’assetto ormonale del paziente. Altrettanto importanti sono i risultati della DietaGIFT e dei nuovi stili di vita a essa correlati nel ridurre il quantitativo dei farmaci per la terapia di malattie di importanza sociale quale il diabete e l’ipotiroidismo, l’obesità e il reflusso gastroesofageo, a conferma del fatto che spesso i farmaci sono una risposta rapida a disfunzioni derivate da stili di vita impropri, che andrebbero dunque affrontate con un’impostazione più sistemica.