Gentile dott. Speciani,
ho 43 anni e pratico triathlon da 5. Sia durante gli allenamenti di corsa che in quelli in bicicletta mi capita frequentemente di dovermi fermare a causa di un fastidioso dolore al fianco destro, di cui non so spiegarmi il motivo. Insorge gradualmente, ma quando poi duole, duole sul serio, e mi costringe a fermarmi. Non mi capita subito, ma dopo diversi km (10-15 di corsa o 30-40 in bici), e nemmeno sempre. Ho notato che mi capita più spesso quando fa più caldo. Ho provato a partire digiuno, o al contrario a mangiare con abbondanza, ma non ho cavato un ragno dal buco. Il problema si ripresenta quando meno me lo aspetto, ed è – sportivamente parlando – invalidante. Quale può essere la causa?


Risponde il dott. Luca Speciani

Caro Giorgio, le ipotesi sulle cause del cosiddetto “dolore al fianco destro” sono le più fantasiose: misteriose rigidità muscolari o diaframmatiche, cattiva digestione, danni neurologici. E c’è anche chi consiglia di assumere una pastiglia di antidolorifico, con effetti collaterali ancora peggiori. Siamo molto lontani dalla soluzione…

Nella mia esperienza clinica le cause principali sono due, e si differenziano in relazione al momento di insorgenza del dolore: all’inizio dell’attività, oppure dopo un certo tempo.

Il dolore a inizio attività è dovuto alla brusca chiamata in gioco del fegato. Quando il muscolo viene sollecitato con la corsa, le cellule muscolari utilizzano come carburante il glucosio ivi stivato sotto forma di glicogeno. Il meccanismo è rapido ma non immediato. Se l’azione di corsa è da subito intensa, senza un adeguato tempo di riscaldamento, il tessuto muscolare chiede la collaborazione del fegato, che deve così impegnarsi in modo istantaneo per arricchire il sangue di glucosio. Tale brusca chiamata in causa può provocare, in atleti sensibili, una sensazione di dolore al fianco destro: quella che da bambini nel cortile, dopo un brusco scatto, chiamavamo “mal di milza”, ovviamente sbagliando visto che la milza si trova sì sotto le coste ma nel fianco sinistro! Il rimedio, in questo caso è la gradualità nello sviluppo dello sforzo. Non mi pare tuttavia che sia questo il tuo caso, visto che il dolore insorge sempre dopo un certo lasso di tempo dall’inizio attività.

La seconda importante causa di dolore al fianco destro ha invece cause più complesse, ed è connessa con la presenza di microcalcoli all’interno della cistifellea (o colecisti). La presenza di un calcolo, ovvero di un “sassolino” all’interno di un viscere (generato da una precipitazione sotto forma di aggregato, indotta dalla carenza d’acqua) può creare un rigonfiamento del viscere stesso (se si posiziona sul foro di uscita) o un blocco del dotto di deflusso del liquido, in questo caso la bile. Il rigonfiamento del viscere o del dotto genera un dolore intenso che può anche costringere  l’atleta a fermarsi. Di solito si sottostima il problema, le prime volte. Quando però il fenomeno si ripete ad ogni allenamento (di solito dopo un certo numero di km), ci si incomincia a preoccupare, e si contatta il medico. Un’eventuale ecografia addominale, volta ad identificare la presenza di calcoli nella cistifellea, è quasi sempre negativa: i microcalcoli infatti (che in alcuni casi non sono minerali ma costituiti da aggregati di colesterolo) si formano temporaneamente durante la corsa prolungata proprio a causa della disidratazione indotta dallo sforzo, e poi ritornano a sciogliersi.

Una corretta prevenzione del problema deve prevedere un’adeguata idratazione sia prima che durante lo sforzo. I farmaci utilizzati per prevenire questo problema sono l’acido ursodesossicolico e l’acido citrico o citrato di magnesio (da utilizzare solo su indicazione del medico). Tuttavia senza un’adeguata prevenzione della disidratazione non c’è farmaco che possa funzionare. La sottostima del problema può portare ad una stabilizzazione del calcolo, con dolori anche da fermo e potenziali danni al pancreas. Non è inutile ricordare che con semplici tecniche di agopuntura cutanea (senza quindi fare uso in fase acuta di antispastici e di antidolorifici) è possibile rimuovere con efficacia piccoli calcoli, sia nello sportivo che nel sedentario.