Gentile dottore, non sono abituato a bere. A tavola mi pare di diluire i succhi gastrici se bevo acqua. Fuori pasto, al lavoro, non ci penso e quindi bevo pochissimo. Che rischi corro?


Risponde il dott. Luca Speciani

Non bere è molto rischioso. L’acqua serve nel nostro corpo a svolgere moltissime funzioni: non c’è una sola reazione, un solo enzima, che possa funzionare in assenza d’acqua. Se ci disidratiamo i reni incominciano a funzionare male e, nell’impossibilità di rimuovere le sostanze che abbiamo accumulato nel sangue, possiamo rischiare una tossiemia, cioè un accumulo di tossine nel sangue dagli effetti molto sgradevoli. La disidratazione aumenta inoltre il rischio di precipitazione di calcoli, ovvero di minuscoli “sassolini” che si formano all’interno di alcune nostre cavità, e che possono provocare il dolore intensissimo della colica, che rappresenta un blocco del normale flusso di liquido nel dotto o nel viscere cavo interessato: pancreas, rene, cistifellea. Un blocco renale o pancreatico può portare a conseguenze gravissime: davvero superficiale sarebbe sottostimare il problema, che i previene bevendo on abbondanza acqua e succhi.

Il problema più grave, tuttavia, è legato al calo di pressione conseguente alla disidratazione, che può provocare svenimenti improvvisi, perdita di conoscenza, cadute o danni maggiori se per caso si fosse alla guida di un automezzo.

Il flusso di sangue al nostro cervello deve sempre irrorarne ogni parte con efficienza. Se questo non avviene possiamo presentare sintomi neurologici (braccia tremanti, calo della vista) o più semplicemente svenire: trucco che serve a riportare meccanicamente il flusso verso la testa, ma che avvenendo nel momento sbagliato può portare davvero a conseguenze gravi. Per prevenire tutti e tre i problemi citati, dunque, cerchi di bere ogniqualvolta le sia possibile, sia a tavola che fuori, integrando con frutta in ogni occasione. Reni, pancreas, cistifellea, cervello le saranno riconoscenti.