Si parla tanto di alimentazione e dimagrimento, di diete che fanno perdere tot kg in tot giorni, ma mai o raramente si mette in relazione la dieta con un incremento della bellezza dell’individuo – maschio o femmina che sia – in relazione al fatto che il regime scelto sia sano ed equilibrato invece che forzante e in grado di generare deperimento. Mangiare sano e inserire questa regolarità all’interno di uno stile di vita salutare, ci rende prima di tutto belli, dentro e fuori. Al contrario un regime forzante ipocalorico può regalarci, insieme alla perdita di peso ricercata (spesso prevalentemente a carico del muscolo) una bruttezza e una flaccidità sofferente, riconoscibile a prima vista. Saper differenziare tra queste due opposte modalità può essere un primo importante passo verso un’approccio alimentare che difenda la nostra bellezza invece che danneggiarla.

Siamo ciò che mangiamo

Per la nostra automobile stiamo attenti a usare l’olio speciale della tal marca, e l’antigelo che non lascia residui. Poi per il nostro corpo prendiamo l’olio extra UE in offerta speciale, le bibite gassate col 3×2 e il vino nel cartone, o per la colazione i croccantini o le torte industriali pieni di zucchero. Se la benzina è di cattiva qualità, anche l’auto andrà a saltelli o farà un denso fumo nero. È ora che incominciamo a rispettare un po’ di più il nostro corpo, nutrendolo in modo adeguato ai suoi fabbisogni. Perché il corpo di ciascuno di noi non è altro che lo specchio del nostro stile di vita, che – ve lo assicuro da medico che visita centinaia di donne ogni anno – è assolutamente trasparente e in grado di raccontare molte più cose di quelle che ingenuamente crediamo.

Qualche anno fa una signora a cui avrei dato una sessantina d’anni viene da me in visita ed esordisce dicendo che lei dimostra dieci anni di meno grazie a due segreti: un’aspirina al giorno e una completa sedentarietà. Quando vedo che l’età anagrafica corrisponde a 50 anni, non mi sorprendo. La signora infatti, grazie ai suoi due “segreti”, dimostra dieci anni di più non di meno. L’autovalutazione spesso può essere fallace, come dimostrano certi mascheroni pluriritoccati, che abbiamo la sventura di vedere in TV (quando le chiedo per quale motivo voglia una mia visita, mi sento rispondere che ha una gastrite che non riesce a risolvere e che sta crescendo di peso pur controllandosi: ovvero le conseguenze dei suoi due “segreti”). Ovviamente quella paziente, ad eccezione che ai suoi occhi, non era per niente bella. Aveva un’aria sofferente e sacrificata, oltre che intossicata da farmaci. E qui voglio toccare un punto importante: la bellezza non nasce dalla magrezza, da numeri o da volumi. Nasce da uno stato di salute e soddisfazione interiore, che ciascun uomo è in grado di riconoscere, e che è strettamente legato ad uno stile di vita sano. Senza di quello, nessuno sforzo può ottenere risultati stabili e duraturi. Non facciamoci prendere in giro.

Per una trasformazione

In visita nel mio studio vengono spesso pazienti che vivono una situazione di squilibrio. Sono curve, tristi, rigide, impacciate, lente nel pensiero, depresse, accigliate, stressate, deboli, precocemente invecchiate, lamentose. E magari anche un po’ in sovrappeso. Siamo così sicuri che quest’ultimo aspetto sia davvero il più importante?

Una delle gioie più grandi che sperimento alla prima visita di controllo con queste pazienti è il vederle trasformate. Dopo solo un paio di mesi senza farmaci, senza zucchero e farine raffinate, disinfiammate, e con una regolare attività sportiva alle spalle, mi entrano in studio allegre, piene di vita, con le spalle dritte, guardandomi negli occhi, magari con un nuovo taglio di capelli e una rinnovata sessualità con il marito. Magari hanno perso solo un kg di grasso o due, ma sono in piena trasformazione. E indietro non tornerebbero per tutto l’oro del mondo. Chi vuole cambiare deve fare qualcosa di diverso da ciò che faceva prima. Imboccare il cambiamento è da coraggiosi. Ed è quel coraggio che vince le scuse (mio marito non vuole l’integrale, fa caldo per andare a correre, al caffé zuccherato non rinuncio…) e ci fa scoprire un mondo nuovo di cui non sospettavamo l’esistenza.

L’OMS definisce la salute un pieno stato di vera salute fisica, psichica e sociale. Che è quella che si ottiene con uno stile di vita sano, non con dieci giorni di dieta ipocalorica o di digiuno.

Che cos’è la bellezza?

Negli anni la bellezza è diventata via via più importante, in qualsiasi contesto (sociale, lavorativo, sportivo). Se guardiamo gli sportivi di oggi, per esempio, e lì confrontiamo con le figurine degli anni ‘70, troviamo differenze abissali. Tuttavia si è purtroppo affermata un’idea di bellezza statuaria, alla “Miss Italia”, che prevede magrezza, bel visino, e un’aria un po’ stupidina. È una “bellezza” che non condivido e che mi lascia, come uomo, alquanto indifferente. Quando vedo in TV o in qualche sfilata o talk show donne con guance incavate e gambettine prive di qualunque traccia di muscolo, capisco che l’impegno è stato solo esteriore e che dentro, anche a scavare, c’è ben poco. Ben altra è la bellezza integra di un corpo femminile in pieno equilibrio ormonale, con le giuste curve, con la pelle tirata da una sana muscolazione di base (la pelle cadente sotto il braccio, signore, non è figlia del grasso, ma della mancanza di muscolo!), con quello sguardo fiero, sensuale e penetrante che solo una donna serena e correttamente nutrita è in grado di esprimere. Una bellezza che nasce dentro e si esprime fuori, integrando con eleganza i due aspetti, in quasi totale indipendenza dalla dotazione “genetica” di base.

Belle dentro, belle fuori 

In un bellissimo racconto breve di Dino Buzzati, autore da me molto amato (che vinse il premio Strega con i suoi “Sessanta racconti”), si parla di una ragazza tanto carina e tanto bellina, che tuttavia nessuno si vuol prendere in sposa, pur essendo pura e virtuosa. Anche la Rosina, che pure non è così bellina, ha trovato un bravo fidanzato. Ed anche Maria e Paola, ma lei no, non trova. Cos’ha che le manca da far sì che nessuno la scelga? Se provo a interpretare quel racconto in chiave biologica e ormonale (sperando nel perdono dalla tomba di Dino Buzzati) penso che la protagonista del racconto sia depositaria di una bellezza solo esteriore, in un certo senso finta, che viene percepita come tale dai suoi potenziali corteggiatori che alla fine la evitano, scegliendo poi altre ragazze magari tecnicamente più “bruttine” ma con un fuoco interno percepibile dai nostri sensi. Si badi bene che nella preistoria, senza alcun ragionamento artefatto, la scelta della partner si basava sui medesimi criteri. Criteri che dovevano indicare con certezza una indubbia predisposizione alla fertilità. Questa fertilità era garantita da buoni livelli di estrogeni, e di tutti gli altri ormoni sessuali necessari alla procreazione, alla gravidanza e allo svezzamento della prole. L’uomo che avesse scelto una donna troppo magra, malata, sofferente, priva di segnali sessuali visibili (seno, fianchi, vita, labbra) non avrebbe tra noi suoi discendenti. Noi siamo i pronipoti di coloro che, allora, hanno scelto bene. E ci portiamo dentro, a livello istintivo, le medesime preferenze e priorità. Chi ancora credesse che due labbroni da Mick Jagger e due seni da maggiorata su un corpo altrimenti deperito e sofferente con due gambette a stuzzicadenti, possa ingannare il nostro istinto, è completamente fuori strada.

Questo libro parla dunque di un concetto nuovo di estetica, che non può prescindere da una salute perfetta e da uno stile di vita gioioso ma anche rispettoso di ciò che siamo. Femmine stressate, sempre all’inseguimento di qualcosa, che stanno in piedi grazie a farmaci e che mantengono il peso con digiuni o diete squilibranti non potranno mai essere davvero belle fino a che non cambieranno registro. Quando ci saranno riuscite non avranno solo recuperato il loro pieno equilibrio ormonale. Avranno anche imparato a muoversi con grazia (quante donne pestano il terreno come Marines con gli anfibi, o zoppicano rigide con tacchi troppo alti?), perché quella grazia e quell’eleganza naturale sono la logica conseguenza del raggiungimento di un vero equilibrio interno: fisico, psichico, sociale.

La bellezza vera è fatta di classe, e nasce da dentro, non da fuori.