Di Lyda Bottino

di Lyda Bottino


Per chi soffre di gonfiore e ritenzione idrica una dieta che riduca linfiammazione da cibo, accompagnata da un regolare movimento fisico rappresenta una prima terapia adatta a tutti.

Unintegrazione a base di sostanze fitoterapiche disintossicanti e drenanti come Achillea, tarassaco, carciofo, betulla, centella asiatica, equiseto, gambo dananas può essere un valido aiuto.

Ma quando vediamo queste sostanze elencate allinterno di qualche integratore o prodotto cosmetico, ci chiediamo quale sia la modalità con cui agiscono, o accettiamo passivamente qualunque indicazione funzionale?

Approfondiamo

Analizziamo insieme qualche principio attivo per capirne meglio le potenzialità. Sarà abbastanza evidente come lavorare con fitoterapici sia molto diverso che lavorare con singoli principi attivi, in quanto il fitoterapico esercita unazione meno intensa ma più modulata a causa della molteplicità e della sinergia di diversi componenti attivi.

Betulla

Incominciamo con la betulla. Questa pianta dalla corteccia bianca, sacra ai celti, alta e slanciata, è considerata un potente diuretico naturale.

Le foglie di betulla sono utilizzate in fitoterapia per le proprietà diuretiche e depurative conferite dai flavonoidi (glucosidi della quercetina e della luteolina, che rafforzano le pareti dei vasi), ossidi sesquiterpenici, tannini (leucoantocianidine), Vitamina C, acido betulinico, clorogenico e caffeico, resine e olii essenziali.

La ricchezza in sali di potassio della betulla è un primo fattore diuretico. Un rapporto sodio/potassio basso, infatti, stimola leliminazione di liquidi.

Lincremento di emissione di urina facilita leliminazione dell’acqua e delle sostanze in eccesso accumulate nellorganismo, come gli acidi urici che provocano dolori articolari e gotta, o la renella (microcalcoli di origine renale). Per lo stesso motivo la betulla esercita anche unazione preventiva nei confronti delle cistiti grazie anche al lieve effetto antinfettivo dellessenza.

La pianta inoltre è uno dei rimedi più usati nella cura della cellulite, in quanto aiuta leliminazione dei noduli fibroconnettivali caratteristici di questo inestetismo cutaneo (lazione è indiretta: è la rimozione dellaccumulo di liquidi nei tessuti sottocutanei che, riossigenando le cellule adipose, consente loro di rimuovere, almeno in parte, le fibrosità di vecchia data).

Due eterosidi (iperoside e quercitina) liberano per via enzimatica salicilato di metile conferendo alla linfa di betulla attività antinfiammatoria, analgesica e di fluidificazione del sangue.

Achillea

Vediamo ora le proprietà dellachillea (Achillea millefolium, pianta erbacea riconoscibile per le sue foglioline superframmentate). Anchessa è nota come drenante, ma agisce con modalità diverse rispetto alla betulla, rivolgendosi nello specifico più alla circolazione venosa. Vediamo perché.

Lachillea è nota anche per le sue attività antispasmodiche (possiede infatti alcuni principi attivi simili a quelli della camomilla) ma soprattutto è nota per essere un protettivo per le vene varicose, le flebiti, le emorroidi e le ragadi anali. In pratica uno stimolante naturale dellefficienza del microcircolo. Come riesce ad esplicare queste azioni?

Prima di tutto lachillea contiene dei tannini naturali, che hanno effetto astringente. Lachillea contiene poi il cirisiolo, un flavonoide che ha mostrato in vitro proprietà antispasmodiche attraverso una inibizione del calcio nel tessuto muscolare. Isoquercitina, quercitina e rutina sono sostanze antiossidanti e vasoprotettive preziose per vene e arterie, ma hanno anche contemporaneamente proprietà analgesiche e antinfiammatorie, liberando (in modo simile alla betulla) salicilato di metile.

Lachillea dà inoltre nome ad un lattone sesquiterpenico denominato achilleina”, amaro ed emostatico.

Ecco dunque che la combinazione, in Achillea millefolium, di potere astringente (tannini), antiinfiammatorio e antiossidante (glucosidi fenolici come la quercitina), antispasmodico (cirisiolo) ed emostatico (achilleina) la rende una pianta molto utile per la circolazione venosa, per lefficienza del microcircolo e in particolare per flebiti od emorroidi. Una modalità dunque sempre drenante e depurativa ma per vie parzialmente diverse rispetto alla betulla. Conoscere queste azioni può significare prescrivere correttamente un principio fitoterapico o un altro in funzione delle specificità del paziente.

In conclusione

Una considerazione importante che queste righe ci sembrano suggerire: lazione dei preparati fitoterapici non si limita mai alla giustapposizione delle proprietà dei singoli principi attivi. Lazione fitoterapica è data dalla sinergia tra tutte le varie molecole presenti, con modalità ed effetti talvolta di gran lunga superiori a quelli teoricamente ipotizzabili. Pensare di sostituire questa meravigliosa complessità e sinergia con i singoli principi attivi potrebbe non dare gli stessi risultati.