Di Michela Bariselli
Medico di Medicina Generale e Medico di Segnale

Che la dieta (dal greco “dìaita”= abitudine, modo di vivere) sia il primo e più fondamentale metodo per costruire la nostra salute ed il benessere dell’intero organismo è noto a tutti; altrettanto noto, anzi addirittura oggetto di attenzioni particolari, è che l’alimentazione dei più piccoli sia imprescindibile per la loro buona crescita. Su riviste, quotidiani, rotocalchi televisivi, rubriche radiofoniche e nel web sentiamo spesso tanti esperti che dispensano consigli su cosa debbano o non debbano mangiare i nostri bambini e su quanto sia importante che non manchino loro i giusti apporti nutrizionali, ma – in mezzo a tante informazioni – cerchiamo di concentrarci su pochi ma basilari aspetti.

Nel 2016 l’ECHO (Commissione sulla fine dell’obesità infantile) si è pronunciata con queste parole: “Guidata dalla globalizzazione, dall’urbanizzazione e dall’esposizione a ambienti malsani (obesogeni), l’obesità infantile sta aumentando nei paesi ad alto, medio e basso reddito e in tutti i gruppi socioeconomici…. Il marketing di cibi non salutari e bevande non alcoliche è stato identificato come un fattore importante nell’aumento del numero di bambini sovrappeso e obesi, in particolare nei paesi in via di sviluppo…”.

Ecco il primo nemico da cui difendere la dieta dei nostri bambini: gli zuccheri! Caramelle, merendine, snacks, biscotti, gelati, ghiaccioli dalle forme e dai colori invitanti occhieggiano dagli scaffali dei negozi e dei supermercati, dai banconi dei bar, dai distributori automatici presenti nelle scuole, palestre, stazioni, uffici e persino cliniche ed ospedali… e come resistere? Anche i genitori più attenti e motivati barcollano di fronte all’insistenza delle richieste dei loro piccoli, accalappiati dalla rete della tentazione indotta da una tale offerta! Per non parlare poi del mondo, ancora più subdolo e pericoloso, delle bevande dolci zuccherate: dalle innumerevoli bibite ai succhi, passando per i thè e gli yogurt da bere… sono ben pochi i prodotti che non contengano spropositate quantità di zuccheri, spesso addirittura abbinati fra loro. Giusto per imparare un po’ a riconoscerli, possiamo citarne qualcuno: saccarosio, fruttosio, glucosio, sciroppo di glucosio-fruttosio, destrosio, lattosio, maltosio, mannitolo, maltitolo, isomalto, sorbitolo, xilitolo, stevia, steviosidi, sciroppo di stevia; a questi dobbiamo poi aggiungere gli edulcoranti artificiali, purtroppo frequentemente abbinati agli zuccheri nella preparazione dei prodotti alimentari destinati all’infanzia, i cui nomi più comuni sono: sucralosio, aspartame, acesulfame, saccarina, ciclamato.

Si tenga presente che il 70% degli avvisi commerciali trasmessi in TV invoglia a consumare bevande e alimenti con eccessivo contenuto di zuccheri, grassi e sale e che i prodotti confezionati destinati all’infanzia sono fra quelli del settore a cui viene riservato il maggior spazio pubblicitario. Il mercato fa leva su un aggressivo marketing confezionato a puntino, lo scarso tempo che la vita contemporanea lascia al cucinare in casa ed i falsi bisogni indotti da consuetudini e mode: in questo modo, un prodotto costituito principalmente da zuccheri (ripetiamo, molto spesso più di uno!), farine raffinate (ad incide glicemico altissimo e povere di nutrienti), grassi spesso di scarsa qualità, aromi e coloranti, a cui vengono aggiunte fantomatiche vitamine e minerali… diventa la merendina “ideale” per la colazione, la merenda e lo spuntino dei piccoli.

Il problema è serio: un consumo eccessivo di alimenti complementari fortemente calorici e zuccherati può indurre un eccessivo aumento di peso, associato ad un aumento da 2 a 3 volte maggiore del rischio di obesità nell’infanzia e in età scolare. I guai, oltre che futuri, sono però anche immediati: gli alimenti fortemente zuccherati inducono un repentino aumento della glicemia (cioè il quantitativo di zucchero circolante nel sangue) a cui segue immediatamente una intensa risposta insulinica (l’ormone che è incaricato di togliere lo zucchero in eccesso dal sangue per darlo ai tessuti periferici, che lo utilizzano, e stoccare quello in eccesso nel tessuto adiposo, che in questo modo aumenta); a questo punto, la glicemia si abbassa molto rapidamente e genera una ipoglicemia riflessa (bassa concentrazione di zucchero nel sangue) responsabile di una istantanea sensazione di fame… che a sua volta spinge il bimbo a chiedere ancora cibo; infine, è da sottolineare come numerosi lavori scientifici associno tantissimi disturbi comportamentali e reazioni iperemotive (nervosismo, agitazione, ansia, scarsa concentrazione, ipereccitabilità) a situazioni metaboliche di continue iper-ipoglicemie e alla “danza” scatenata dei relativi ormoni.

Una ulteriore importante questione è quella legata alla cronobiologia (i ritmi circadiani dei nostri ormoni) del cibo: fin dal risveglio, i bambini (e non solo loro) hanno l’assoluta necessità di una colazione abbondante e completa di tutti i nutrienti di cui abbisognano per poter fronteggiare adeguatamente la giornata che li aspetta. Fonti autorevoli (Sistema di sorveglianza nazionale OKkio alla SALUTE, periodo 2008-2016) hanno registrato che in Italia, nel 2016, l’8% dei bambini ha saltato la colazione, il 33% ha effettuato una colazione non adeguata (cioè sbilanciata in termini di carboidrati e proteine) ed il 53% ha fatto una merenda di metà mattina troppo abbondante (non adeguata); sempre nello stesso report, il 36% dei genitori aveva dichiarato che i propri figli assumevano quotidianamente bevande gassate e/o zuccherate.

Se desideriamo che i nostri figli seguano una dieta sana e salutare, in grado di farli crescere armonicamente e di sostenere correttamente i loro bisogni dobbiamo, in fondo, tenere presente poche e semplici regole:

  • Togliere, o controllare al massimo, l’introito di zuccheri abituando il loro gusto a sapori più sani quali il miele, la frutta matura, i datteri, l’uvetta
  • Proprio come le nostre nonne, cercare di cucinare in casa il maggior numero di piatti possibile, in modo da scegliere personalmente gli ingredienti da utilizzare e riservare a rare eccezioni i cibi confezionati
  • Abituarli ad effettuare una colazione ricca e completa, che comprenda frutta e proteine, oltre ai carboidrati (che è indispensabile siano integrali, per mantenere intatti i nutrienti presenti nel chicco integro).

E allora, per colazione, via libera alle buone torte e ai biscotti fatti in casa con farine integrali e miele (cheese-cake, torta alle carote, alle nocciole, alle noci, tiramisù, crostate alla frutta) ma anche – perché no – ad un piccolo toast con pane integrale o ad una piadina (sempre integrale), il tutto accompagnato da una spremuta o un centrifugato; come spuntino a scuola e a merenda un bel frutto fresco ed eventualmente una manciata di frutta secca; a pranzo e cena, infine, un mix di proteine-carboidrati (integrali) e vegetali secondo i gusti e la fantasia del momento.

Se è vero che l’amore passa anche attraverso il dare nutrimento, quale migliore messaggio d’amore per i nostri bambini se non il prestare tanta attenzione e cura nello scegliere e nel preparare ciò che è destinato a loro?

Bibliografia

  • Martin A, Booth JN, Laird Y, Sproule J, Reilly JJ, Saunders DH – Physical activity, diet and other behavioural interventions for improving cognition and school achievement in children and adolescents with obesity or overweight. – Cochrane Database Syst.Rev. – Mar 2018
  • Leidy HJ, Ortinau LC, Douglas SM, Hoertel HA – Beneficial effects of a higher-protein breakfast on the appetitive, hormonal and neural signals controlling energy intake regulation in overweight-obese, «breakfast-skipping» late-adolescent – A.m. J Clin Nutr. 2013
  • Roblin L – Childhood obesity: food, nutrient, and eating-habit trends and influences. – Appl.Physiol Nutr Metab. – 2007
  • Bucher Della Torre S, Keller A, Laure Depevre J, Kruseman M – Sugar-Sweetened Beverages and Obesity Risk in Children and Adolescents: A Systematic Analysis on How Methodological Quality May Influence Conclusions. – J Acad Nutr Diet – 2016